Il Recruitment Strategico e il Valore dell’Alta Formazione

Da McKinsey Quarterly

L’impegno di Stoà Business School nel favorire l’efficace inserimento nel lavoro dei diplomati Master al confronto con le politiche di reclutamento risorse umane di grandi aziende di rilievo internazionale.

8 febbraio 2008, ore 10.00

STOA’ – Villa Campolieto
Graduation Day
http://www.stoa.it/sem/s080208.htm


Interventi di saluto:

Mario Colantonio, Presidente Stoà
Enrico Cardillo
, Assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli

Intervengono:

Sandra Ermacora
HR Development Manager – Fiat Auto

Paola Boromei
Direttore Risorse Umane, L’Oreal Prodotti di Lusso

Gianfranco Scalabrini
Associate Partner, McKinsey

Introduce e modera:

Massimo Milone
Caporedattore RAI, resp. servizi giornalistici TGR Campania

L’incontro verte sulle nuove strategie che le grandi aziende internazionali adottano per il reclutamento delle alte professionalità dalle Business School e dalle università.
Il tema sarà presentato attraverso testimonianze di aziende che hanno fatto del recruiting di giovani laureati ad alto potenziale un elemento chiave delle proprie politiche del personale.


La filosofia alla base del ripensamento dei processi di selezione, per migliorane l’efficacia e l’efficienza, è quella del marketing, applicata al rapporto di scambio che può instaurarsi tra il potenziale assunto e l’azienda.
Conoscere le nuove generazioni di laureati e i loro valori, stabilire una relazione duratura con le Business School e le Università, creare interesse e attrazione per i giovani più dotati, comunicare con efficacia e chiarezza il valore che l’esperienza in azienda può avere per il giovane. Questi sono gli elementi sui quali si costruisce il nuovo processo di reclutamento.
Al concetto di “ricerca” del personale si sostituisce quello di “attrazione” dei talenti. Si parla di “valore” che l’azienda offre al laureato non più solo in termini retributivi (retribuzione, progressioni di carriera, qualità del lavoro), ma anche in termini emozionali ed affettivi: la possibilità di fare una grande esperienza di vita, oltre che professionale, un clima aziendale favorevole alla crescita e al benessere organizzativo, dei compiti sfidanti ed entusiasmanti e, soprattutto, un grande “brand aziendale” (employer brand), che trasmetta fiducia e prestigio e il cui valore connoterà favorevolmente il curriculum che il giovane porterà con sé durante la sua carriera.
Si parla di “valore” che il laureato offre all’azienda non solo in termini di conoscenze tecniche acquisite all’università, ma anche di capacità traversali, di entusiasmo e capacità di interpretare creativamente la vision aziendale.

Nel caso Fiat, che verrà presentato da Raffaella Santoro, Recruitment Manager, è stata adottata una politica di “mass-exclusive presence” nelle università e sono state pensate occasioni di incontro diverse dalle formule ormai note dei career day e job meeting. Nei nuovi format di employer marketing vengono ad esempio raccontati agli universitari e agli allievi dei master i programmi di “on-boarding” del Gruppo. L’immagine “giovane” del nuovo employer brand di Fiat è sempre meno “Torino-centrico” e sempre meno legato al solo prodotto “automotive”.

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Nel caso dell’Oreal, presentato da Paola Boromei, Direttore Risorse Umane, L’Oreal Prodotti di Lusso, il rapporto con le università e le Business School si costruisce anche con il coinvolgimento degli studenti in games di strategia e marketing tra diverse business school. In tali competizioni il risultato degli allievi Stoà è sempre stato eccellente.

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La McKinsey, che partecipa al panel con Gianfranco Scalabrini, Associate Partner, esprime esplicitamente, nel suo mission statement, l’enfasi sull’attrazione di talenti:
«Aiutare i nostri clienti a realizzare miglioramenti distintivi, duraturi e sostanziali nella loro performance e costruire una Firm eccellente nella consulenza in grado di attrarre, sviluppare e trattenere persone di grande talento».
La prestigiosa multinazionale della consulenza ha da tempo posto all’attenzione delle imprese di tutto il mondo la necessità di vincere la “guerra per i talenti”. Con questa immagine bellica la McKinsey ha diffuso i risultati di numerose ricerche sull’importanza strategica del reclutamento strategico e della retention dei talenti.

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