Social Dreaming e creatività nelle organizzazioni

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23 febbraio 2008

Palazzo Serra di Cassano, Napoli

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Gordon Lawrence

Il seminario ha proposto l’uso del Social Dreaming per aumentare la creatività dei gruppi.

La matrice di Social Dreaming permette di pensare in modo divergente attingendo alle immagini dei sogni dei membri del gruppo. In tal  modo si supera la finitezza e la sequenzialità del pensiero logico analitico.

Nella relazione d’apertura Gordon Lawrence, parlando di cose finite ed infinite, indirizza l’attenzione dei presenti al lampadario di cristallo della sala, come esempio di cosa finita.

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Elio Vera

Lavori di gruppo

Si formano i sottogruppi di circa trenta-quaranta persone.

Le sedie vengono poste in cerchi concentrici, alquanto irregolari. Nel cerchio più interno siede il conduttore (Lilia Baglioni).

Si richiede ai partecipanti di raccontare un proprio sogno. Il ritmo dei contributi è tipico delle sessioni di brainstorming. (Nella prima fase contributi più rari; poi contagio delle idee).

  • Non avere le scarpe e dover camminare su un suolo sporco o pericoloso (2 sogni. Senso di inadeguatezza, imbarazzo)
  • Librarsi in volo, oppure planare verso il basso in modo lieve (4 sogni. Senso di controllo. Piacevole)
  • Dover uccidere qualcuno (2 sogni. Senso di irreversibilità. Non si è d’accordo ma sembra inevitabile)
  • Mancanza di un esame, soprattutto quello di maturità (5-6 sogni. Senso di mancanza di uno step).
  • Essere attratti da luci provenienti da un’altra stanza: sembrano fuochi artificiali e invece è un’eruzione del Vesuvio (un solo sogno, ma commentato a lungo).
  • Risveglio angosciante di un defunto (più sogni).

Fase di connessione degli stimoli

Le sedie sono disposte in un unico cerchio più ampio. La discussione converge sui temi della responsabilità politica dell’emergenza ambientale di Napoli. E sul concetto di responsabilità in generale e di decisione.

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Mie osservazioni

Ho stimato che delle circa 150 persone presenti, circa il 90% sono donne. Alcuni non sono napoletani.

Gli stimoli provenienti dal luogo e dal  momento in cui si svolge il workshop sono importanti sia per l’emergere di un sogno piuttosto che di un altro sia per la successiva fase di rielaborazione.

  • Napoli. Fuochi artificiali, Vesuvio, emergenza rifiuti;
  • Palazzo Serra di Cassano. Non tutti i partecipanti ne conoscono la storia ma ne vengono considerati alcuni elementi dell’arredo (quadri, affreschi, lampadario) e se ne ricorda l’importanza nella rivoluzione napoletana del 1799.
  • Verosimilmente agiscono in sottofondo alcuni stimoli di attualità (cronaca, cinema). In particolare alcuni film probabilmente visti dai partecipanti da poco (“Sogni e delitti” di Woody Allen e “Caos calmo” di Nanni Moretti).

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Social Dreaming per la formazione manageriale

Ho provato a ricondurre il lavoro svolto a temi di formazione manageriale. Ho utilizzato gli stimoli del luogo per rinforzare delle connessioni.

Nella sala del mio sottogruppo sono presenti tre dipinti, proprio di fronte a me.

  • Un dipinto murale del ‘700 di stile pompeiano (nel gusto del tempo) raffigurante una figura femminile nei pressi di un braciere.
  • La riproduzione di un quadro dell’800 di Gioacchino Toma che rappresenta le ultime ore di Luigia Sanfelice (rivoluzionaria napoletana del ’99) in carcere prima dell’esecuzione.
  • Un quadro del ‘900 di Armando De Stefano che rappresenta la rivoluzione napoletana del 1799.

Ciascuno dei tre dipinti prevede una “lettura” da sinistra verso destra, secondo il verso della scrittura che rafforza la percezione di una freccia temporale: la scena raffigurata si riferisce ad un evento di cui si intuisce il passato e il futuro.

Per impiegare il potere suggestivo delle immagini, in collegamento con i sogni, è necessario spiegare ciò che nei quadri è rappresentato.

Il dipinto pompeiano è enigmatico per noi che non abbiamo cognizioni iconologiche. La fanciulla è scalza ma non tocca terra: è come se si librasse in volo nella direzione indicata dalla freccia. Il braciere fa pensare a Vesta-Hestia. Potrebbe essere una vestale.

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Il dipinto ottocentesco può essere interpretato come una condannata (e non come una ricamatrice) solo conoscendo il soggetto. L’ombra proiettata sul muro, verso la porta da cui Luigia uscirà per raggiungere il patibolo, sembra suggerire il destino tragico della rivoluzionaria.

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Il quadro di De Stefano raffigura nella parte inferiore una condizione di oppressione. Nella parte superiore obliquamente ascendono delle figure che rappresentano la rivoluzione in atto.

 

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Vengono trovate contiguità tra i tre dipinti e i sogni raccontati. Lo sforzo di collegare le cose consente l’emersione di alcuni temi:

la freccia del tempo è collegata alla irreversibilità. La morte del congiunto o l’uccisione immotivata di una persona.

La vestale scalza che si libra richiama sia la liberazione dall’imbarazzo o della paura della mancanza delle scarpe sia i sogni di volo.

Si coglie che la freccia temporale corrisponde sia a un progresso (rivoluzione, liberazione) sia al regresso verso la morte (il patibolo, il fallimento della rivoluzione, la fine della vita, l’entropia).

La mancanza dell’esame di maturità come senso di colpa per la paura della responsabilità, della crescita. Desiderio colpevolizzato di immaturità.

Il lavoro di gruppo converge verso i temi della politica, della responsabilità, della senescenza della classe politica.

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